Le parole della Crisi: Incapacità


Questa breve rubrica, 
Le parole della crisi, vuole “illustrare” con ironia e con l’aiuto della Treccani, questa convulsa e per lo più incomprensibile crisi politica. Di fronte a questo quadro, siamo spesso rimasti a bocca aperta e senza definizioni, ma con molti improperi tra le mani. Fortunatamente le parole, nella loro origine e in alcuni casi nella loro polisemia, ci danno modo di organizzare i pensieri ed esprimere emozioni, anche le più profonde. 

incapacità s. f. [dal lat. tardo incapacĭtas -atis]

1. Il fatto di essere incapace; mancanza di attitudine, di capacità, di abilità ad apprendere e fare qualche cosa: i. di ragionare, di eseguire un lavoro, di svolgere una mansione, di farsi rispettare; e assol.: devo confessare la mia i.; fu licenziato per i.; anche, ma meno com., come qualità positiva: devi riconoscere la sua i. di mentire, di fare del male a chiunque. 

2. In diritto, la mancanza della capacità di agire, che comporta l’impossibilità di compiere da sé atti giuridicamente validi: i. naturale, i. legale, secondo che sia connessa a un particolare stato, anche transitorio, di infermità mentale o di deficienza psichica (per es., demenza, ubriachezza, delirio) o che sia stabilita dalla legge, anche in via generale, come per es. per i minori di età; i. d’intendere e di volere, la mancanza della capacità intellettiva e volitiva, cioè della condizione necessaria per l’imputabilità di una persona (anche assol.: reato commesso in stato d’incapacità). Nel diritto internazionale, la non idoneità di un ente ad essere destinatario di norme internazionali.

Massimiliano Lazzari

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