Ma cosa vuoi che sia! Un milione in più o uno in meno?

Di fronte a ciò che sta succedendo in Italia, in Europa e nel mondo questa cosa può sembrare di poco conto, ma non lo è.

Avete presente quando un figlio a carico prende parecchie multe per divieto di sosta e non le paga in tempo per evitare il sovrapprezzo? Se la cosa si ripete troppe volte bisogna in qualche modo intervenire, per evitare il default famigliare!

Sulle tematiche ambientali ed in particolar modo sul tema dei rifiuti l’Italia si comporta come questo figlio irresponsabile. Le normative europee sulle tematiche ambientali sono giuste e sono state molto importanti per tanti paesi europei ed anche per diverse aree del nostro paese. Ci hanno aiutato a migliorare la legislazione ed anche la gestione del territorio, delle città, dell’ambiente nel suo complesso e ciò significa migliorare la qualità della vita e la salute dei cittadini e, cosa di non poca importanza, delle future generazioni.

La notizia di ieri non è affatto bella, soprattutto mentre si discute di come evitare l’aumento dell’IVA nel 2019 e di come trovare i soldi per le roboanti promesse scritte nel cosiddetto contratto di governo giallo-verde: Italia condannata dalla Corte europea di giustizia per non avere completato le fogne e i depuratori di 74 città. La condanna è di 25 milioni più 30 milioni per ogni sei mesi di ritardo nel completare i lavori.

Come siamo arrivati fino a qui? Una precedente sentenza del 2012 aveva stabilito che la Repubblica italiana aveva 109 centri abitati italiani provvisti di reti fognarie per la raccolta delle acque reflue urbane o di sistemi di trattamento delle acque reflue urbane conformi alle prescrizioni della direttiva 91/271, che dava tempo fino all’anno 2000 per mettersi in regola.

La Corte aveva dato all’Italia la scadenza dell’11 febbraio 2016 adeguarsi.

Passata la data, sono rimaste ben 74 città fuori legge e la Commissione europea, come stabilito dai Trattati, si è dovuta rivolgere di nuovo ai giudici della Corte, i quali hanno accertato l’inadempienza italiana e hanno irrogato la multa.

Ad oggi la situazione risulta essere questa: in Abruzzo l’unico intervento previsto sembra a questo punto ultimato. In Liguria, Friuli Venezia Giulia e Puglia gli interventi previsti sono o ultimati o in corso. La situazione peggiora in Campania dove in 6 città sono previsti 9 interventi di cui 6 in corso e 3 ancora da avviare.  Più grave la situazione in Calabria con 13 città incriminate e 16 interventi necessari di cui solo uno ultimato e 10 da avviare. Infine, la Sicilia, dove la situazione si può definire gravissima. 48 città incriminate e 89 interventi da fare. Di questi solo 3 sono stati portati a termine, 7 sono in corso e 79 sono ancora da avviare.

Quindi, dobbiamo pagare la multa. Tutti noi, non le regioni inadempienti, perché di fronte all’Unione europea la responsabilità è in capo agli Stati.

Pensierino dell’ultimo minuto.  Servirebbe una classe politica e amministrativa dotata di serietà, competenza, cura del bene comune e soprattutto responsabilità (che in fondo è sempre personale, mai solo collettiva). Servirebbe in tutte le Regioni e servirebbe a livello nazionale. Si, ci vorrebbe proprio!

 

Vartolina

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